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Studio Ghibli e arte generata da AI: innovazione e creatività

Negli ultimi anni, l’Intelligenza Artificiale ha rivoluzionato il mondo dell’arte generata e dell’animazione. Consentendo la creazione di immagini che riproducono fedelmente stili iconici. Uno dei trend più recenti riguarda la generazione di immagini nello stile dello Studio Ghibli, il celebre studio d’animazione giapponese fondato da Hayao Miyazaki. Grazie alla funzione di generatore di immagini AI integrata in ChatGPT, oggi è possibile creare opere nello stile onirico dello Studio Ghibli. Così un semplice prompt, rendende questa tecnologia accessibile a un pubblico più ampio.

Tuttavia, il fenomeno dell’arte generata da AI non si limita allo stile Ghibli. Negli ultimi anni, diversi progetti e strumenti hanno dimostrato come la tecnologia possa non solo replicare stili esistenti, ma anche spingersi oltre, creando opere inedite.

Esempi di arte generata da AI

Uno dei primi esperimenti significativi è stato The Next Rembrandt (2016). Progetto realizzato da Microsoft e ING che ha utilizzato l’AI per analizzare migliaia di dipinti di Rembrandt e generare un’opera completamente nuova nello stile del maestro olandese. L’AI ha studiato la tecnica, l’uso della luce e la composizione delle opere esistenti per produrre un dipinto inedito che sembra autentico.

Un altro esempio iconico è Portrait of Edmond de Belamy (2018), un’opera generata da una rete neurale chiamata GAN (Generative Adversarial Network). Creata dal collettivo artistico Obvious, l’opera è stata venduta all’asta da Christie’s per oltre 400.000 dollari, dimostrando che l’arte generata da AI ha un valore riconosciuto anche nel mercato dell’arte tradizionale.

Nel campo della manipolazione visiva, Google ha sviluppato DeepDream, un algoritmo AI che trasforma immagini esistenti in composizioni psichedeliche e surreali. Questo strumento ha suscitato grande interesse tra artisti digitali e creatori di contenuti, dando vita a un nuovo genere di arte basata sull’intelligenza artificiale.

DALL·E, sviluppato da OpenAI, è un altro esempio rivoluzionario. Questo modello di intelligenza artificiale è in grado di creare immagini originali a partire da descrizioni testuali, permettendo agli utenti di generare scenari, oggetti e personaggi in una varietà di stili artistici, incluso quello dello Studio Ghibli. Anche Stable Diffusion e MidJourney stanno contribuendo a democratizzare la creazione artistica, rendendo la generazione di immagini accessibile a un pubblico sempre più vasto.

L’uso dell’AI nell’arte non si ferma alla pittura digitale. NVIDIA, ad esempio, ha sviluppato algoritmi in grado di generare ambientazioni realistiche per videogiochi e film, riducendo tempi e costi di produzione. Anche l’industria musicale sta esplorando l’intelligenza artificiale, con artisti e aziende che sperimentano con AI per la generazione automatica di tracce musicali e colonne sonore.

AI e diritto d’autore: un vuoto normativo?

Uno dei temi più dibattuti sull’arte generata da AI riguarda la proprietà intellettuale. Attualmente, la legge sul diritto d’autore non riconosce la paternità a opere create interamente da un’intelligenza artificiale, in quanto manca un autore umano. In molte giurisdizioni, inclusi gli Stati Uniti e l’Unione Europea, solo le opere create da esseri umani possono essere protette dal copyright. Questo significa che chi utilizza un software AI per generare un’immagine non può automaticamente rivendicarne la proprietà.

Un’altra questione critica riguarda l’uso di opere esistenti per addestrare i modelli AI. Spesso, le reti neurali vengono allenate su enormi dataset che includono immagini di artisti reali, senza il loro consenso esplicito. Questo solleva interrogativi su possibili violazioni del copyright, soprattutto quando l’output dell’AI imita lo stile di artisti viventi o di marchi registrati, come nel caso di Studio Ghibli. Alcuni artisti e case di produzione stanno già intraprendendo azioni legali per proteggere il proprio lavoro, mentre le piattaforme AI cercano soluzioni come la possibilità di escludere specifici stili dai loro dataset.

L’AI come opportunità per le agenzie di comunicazione

Queste tecnologie rappresentano un’opportunità per innovare la produzione di contenuti visivi, accelerare i processi creativi e offrire nuove possibilità di personalizzazione nelle campagne pubblicitarie. L’AI permette di creare rapidamente concept e varianti grafiche, ottimizzando tempi e costi. Tuttavia, è fondamentale affrontare le questioni legate alla proprietà intellettuale e all’uso etico delle immagini generate.

L’Intelligenza Artificiale sta ridefinendo il confine tra tecnologia e creatività. Strumenti in grado di emulare lo stile di artisti iconici, come quello di Miyazaki, offrono nuove prospettive per il mondo dell’arte e della comunicazione visiva. Se usata con consapevolezza, l’AI può diventare un potente alleato per chi lavora nel settore creativo, aprendo la strada a nuove forme di espressione visiva e di storytelling.

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